“VENITE A ME, VOI TUTTI CHE SIETE STANCHI E OPPRESSI,

E IO VI DARÒ RISTORO” (MT 11,28)

Sant’ Eusebio

S. Eusebio nacque in Sardegna tra la fine del III e l’inizio del IV secolo. Nel 314 fu nominato da papa Silvestro “lettore”, incarico che presupponeva un vero e proprio corso di studi e uno stile comportamentale ben preciso. Papa Giulio I verso il 345 lo nominò vescovo di Vercelli. Qui stabilì per sé e per i suoi preti l’obbligo della vita in comune, collegando l’evangelizzazione con lo stile monastico. I Vercellesi vennero conquistati dalla sua arte oratoria: non solo parlava bene, ma esprimeva ciò che sentiva dentro. Si trovò coinvolto nella controversia trinitaria con Ario, che non riconosceva la natura divina di Gesù nella Santissima Trinità. Nel concilio di Nicea del 325 Ario venne scomunicato e nello stesso tempo venne proclamata la professione di fede del “Credo” che si recita ancora oggi. Con i suoi discorsi sull’ortodossia si attirò l’ostilità degli Ariani e dello stesso imperatore Costanzo che li proteggeva e che lo mandò in esilio in Asia. Venne torturato, soffrì la fame, ma nel 362 alla morte di Costanzo poté finalmente ritornare a Vercelli.