Calendario liturgico e giornalino parrocchiale 7 – 14 aprile 2024

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 24 MARZO 2024

Stare davanti alla croce: questo è il senso della settimana santa. Chiunque noi siamo, qualunque sia la nostra storia e la circostanza che stiamo vivendo, guardiamo la croce.
È lì che Gesù rivela chi è Dio. Poco prima di essere catturato ha detto: «Quando sarà innalzato da terra attirerò tutti a me» (Gv 12,32). Questa affermazione dice il senso della morte in croce. Gesù dà tutto se stesso e si rivela come misericordia. Il suo cuore aperto diventa simbolo di un amore pieno e definitivo. Nel cuore di Gesù aperto dal colpo di lancia c’è spazio per ognuno di noi, per tutto ciò che siamo, per le nostre storie, le nostre speranze e le nostre croci.
Perciò il vero discepolo di Gesù è innanzitutto uno che si sente amato “fino alla fine”, come dice il vangelo di Giovanni.
Con la sua croce e risurrezione Gesù dà anche inizio a un mondo nuovo. Il costato aperto diventa il segno più eloquente che ormai la sua esistenza è completamente “aperta”. Ora egli è completamente “per l’uomo”. Non è più solo un singolo, ma è il “nuovo Adamo” dal cui fianco viene formata la “nuova Eva”, cioè l’umanità nuova. Parlando dell’acqua e del sangue che fuoriescono dal costato Giovanni fa riferimento ai sacramenti cristiani del battesimo e dell’eucaristia, e tramite essi alla chiesa, segno e strumento della comunione tra Dio e gli uomini. Cristo è l’inizio di un movimento nel quale l’umanità divisa viene riunita in un solo corpo.
Don Davide

Calendario liturgico e giornalino parrocchiale 31 Marzo-7 Aprile 2024

Calendario liturgico e giornalino parrocchiale 24-31 Marzo 2024

Giornalino parrocchiale e calendario liturgico 17-24 marzo 2024

COMMENTO AL VANGELO DI DOMENICA 17 MARZO 2024

Un gruppo di greci saliti a Gerusalemme vuole incontrare Gesù. Forse non è un caso che si rivolgano a uno degli apostoli che porta un nome di origine greca (Filippo), che a sua volta chiede aiuto a un altro apostolo con un nome greco (Andrea). Il significato della scena è piuttosto chiaro: Cristo è il salvatore del mondo intero. E il mondo sta finalmente cominciando ad accorgersi di lui.
Ma a questo punto la reazione di Gesù è diversa da quella che ci si sarebbe potuti aspettare. Invece di precipitarsi a conoscere i greci, comincia a parlare del significato della sua morte. Il discorso culmina in una dei versetti più belli del vangelo di Giovanni: «E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me».
Gesù è venuto per salvare il mondo intero, e ciò avviene non attraverso un insegnamento morale o filosofico, ma con la morte in croce. Cioè attraverso il dono della sua vita. Gesù ama fino in fondo e dimostra così la passione che Dio ha per ogni essere umano di tutti i tempi.
È da lì, da quel suo essere “innalzato da terra”, che ha inizio un movimento che rinnova la storia, soprattutto per mezzo di tutti coloro che, uniti a lui e guidati dallo Spirito Santo, lo seguono sulla via della croce. È Gesù stesso a dircelo: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore». Il cristiano è una persona che, seguendo Cristo, impara a fare della sua vita un dono per il mondo.
Don Davide

Calendario liturgico e giornalino parrocchiale 10-17 marzo 2024